Capita di frequente durante i reportage di matrimonio, di fare foto in un equilibrio instabile, in spazi magari non proprio grandissimi. Allora quando bisogna fermare momenti così spontanei, come un sorriso luminoso c’è poco da star a pensare a composizione, piani, linee cadenti e a tutta “l’architettura” che c’è dietro una fotografia. Col tempo ho imparato che sono le emozioni ad essere instabili. Sfuggenti mai definite e allora io che vivo di emozioni ho imparato a muovermi su di esse per provare anche solo per una parte a fermarle nel tempo per sempre.
E vivo un equilibrio instabile lui non sente ragioni. Sono un equilibrista abile, schiavo delle mie emozioni” (Equilibrio Instabile – Stadio da “Storie e Geografie” 2003)