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Si faccia una domanda.

Vi è mai capitato di immaginarvi all’una di notte su una sedia, in uno studio televisivo, con il Re delle domande impossibili che vi intervista? No? Cioè mi state dicendo che non avete mai sognato di farvi intervistare da Marzullo? Se così fosse sarebbe grave. Perché essere intervistati da Gigi Marzullo penso sia una delle cose alle quali chiunque debba aspirare. Ad ogni modo: nell’attesa che arrivi l’intervista a “Sottovoce”, mi sono allenato con le domande che fanno a tutti i fotografi quelli di “My Wed”, una famosa community di specialisti della wedding photography, alla quale mi sono unito da poco. Ve ne riporto qui alcune, così poi quando mi vedrete, prima o poi, da Gigi alcune cose le avete già sapute in anteprima.
E ricordatevi che la vita è un sogno. (O i sogni aiutano a vivere meglio?)

Sei fotogenico? Non lo so, ma non mi dispiace farmi fotografare.

Come sei entrato nell’industria della fotografia? Per metà spinto dalla necessità di cercare una nuova strada professionale. Per l’altra metà, per realizzare un vecchio sogno rimasto per anni chiuso nel famoso cassetto.

Secondo te, quali sono le componenti più importanti di una bella foto? L’empatia, la sua capacità di coinvolgerti, di trascinarti al suo interno.

Ti piace viaggiare? Sì, ma sono pigro.

Che cosa ti piace di più nella tua professione? Il fatto che mi da la possibilità di essere al centro dell’attenzione senza farmi vedere.

Che cosa ti piace di meno nella tua professione? Quando i clienti mi dicono che hanno i “cugini”.

Cosa c’è di speciale nel genere di fotografia in cui sei specializzato? La possibilità unica di poter raccontare uno dei giorni più belli nella vita di due persone.

Quali criteri dovrebbe utilizzare un cliente per scegliere un fotografo? In un mondo ideale dovrebbe partire in primis dal verificare se ha una Partita IVA. 🙂

Che cosa non è ammesso durante la ripresa fotografica? Distrarsi.

Hai qualche tabù professionale? Sì, non chiedo quasi mai alle persone di mettersi in posa.

Chi ti ispira nella vita e perché? Mio padre. Perché mi ha insegnato che nella vita non bisogna mai accontentarsi, che si deve sempre dare tutto per essere la migliore versione di sé stessi. Sempre.

Come puoi definire il successo? Come si misura? “Il successo è una cassa, un amplificatore […], è proprio una lente di ingrandimento per vedere come eri prima” (Massimo Troisi)

Preferiresti essere amato o rispettato? Amato, voglio essere sempre amato.

Qual è stato il più grande errore che hai commesso nel lavoro? Faccio tanti piccoli errori. Per i grandi mi sto attrezzando.

Che formazione professionale segui per fare fotografie migliori? Leggo tanto e mi guardo intorno.

Il lavoro di chi ha avuto la maggiore influenza su di te come fotografo? “Obama” di Pete Souza.

Qual è l’unica cosa che vorresti aver saputo iniziando a scattare foto? Che non è facile. All’inizio pensavo lo fosse e ci ho messo un po’ a capire che non era così.

Qual è la tua motivazione per continuare a scattare fotografie? Imparare, crescere professionalmente…Non è vero, voglio diventare semplicemente ricco e basta. 🙂

Pensi che i tuoi genitori avrebbero dovuto essere più o meno severi? Non avrei potuto scegliere genitori migliori di quelli che mi sono capitati.

Se potessi tornare nel passato, che cosa faresti in modo diverso? Tirerei fuori un sogno dal cassetto molto prima di quello che ho fatto.

Che cosa pensi della vita su altri pianeti? Dipende, ma c’è il wi-fi?

Chi sono i tuoi eroi? Mio padre e Michael Jordan.

Per chi non hai rispetto? Per quelli che non rispettano le regole. E per tutti i cattivi.

Che cosa fai nel tuo tempo libero? Leggo e suono la chitarra, ma mai contemporaneamente.

Quale lato di te non è mai visibile al pubblico? Quello B

Quando ti senti completamente soddisfatto dal tuo lavoro? Quando i miei clienti sono soddisfatti.

Credi nei ruoli tradizionali di donne e uomini? No.

Fai facilmente amicizia? Sì.

Dove ti piacerebbe vivere? A Napoli mi trovo benissimo. Ma se proprio dovessi cambiare vorrei andare a vivere a Barcellona.

Qual è stata la cosa più stupida che hai accettato di fare? Una volta alle scuole superiori io e altri due amici abbiamo sniffato un farmaco antinfiammatorio.

Esiste la vita dopo il matrimonio? Sì, lo posso provare.

Hai uno scherzo preferito? Raccontacelo. Sì, a volte mi capita di dire delle cose incoslepresnibikleli. 
Eh? 
Prrrrr. 

Ti piacciono i cani o i gatti? Entrambi.

Chi o che cosa odi? Le blatte.

La cosa migliore nella vita è: La vita.

La cosa più fastidiosa nella vita è: La morte.

Che cosa vorresti cambiare in te stesso? Io vado bene come sono, metti che cambio e non mi piaccio più? Lasciamo stare le cose come stanno.

Che cosa vorresti cambiare nel mondo? “Se io posso cambiare, e voi potete cambiare, tutto il mondo può cambiare” (Rocky Balboa)

Puoi dare alcuni consigli ai fotografi alle prime armi? Con le pistole è difficile scattare delle buone foto. Meglio le reflex.

Se gli alieni dovessero arrivare sulla Terra e tu fossi la prima persona ad incontrarli, che cosa diresti? Non è tutto così brutto come dicono in giro.

Se dovessi essere invitato a girare un film, di che genere sarebbe? Un film fantascientifico diretto da un regista polacco.

Domani vado a fare… Domani niente, mi sveglio tardi.

angeloorefice
angeloorefice
Sociologo, fotografo, amante della musica e chitarrista occasionale. Napoletano “nato in casa”, contagiato da quella bellezza tutta partenopea, contraddittoria e spontanea, che si è trasformata nel tempo in incessante ricerca visiva. Sono fotografo NPS Nikon Professional Service, socio dell’International Society of Professional Wedding Photographers, dell’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti e Associazione Nazionale Fotografi Matrimonialisti Inoltre collaboro al fianco dei professionisti della comunicazione del laboratorio creativo BlendLab.

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