fbpx
Si faccia una domanda.
14 Maggio 2020
Capodanno
29 Maggio 2020

Con la messa in onda degli ultimi due episodi, ieri si è concluso, o meglio adesso è completamente disponibile, “The Last Dance” il documentario trasmesso da Espn e Netflix sulla incredibile epopea di Michael Jordan e dei suoi Bulls culminata con il sesto anello in otto anni nel 1998. Vi starete chiedendo adesso: sì ok ma cosa c’entrano Michael Jordan e i Bulls con te? Perché sono finiti sul tuo blog? Ve lo spiego subito: perché Michael Jeffrey Jordan da Wilmington North Carolina è, con mio padre e come mio padre (tenetelo lì il “mio vecchio” che tra un po’ ritorna nella storia), una vera fonte di ispirazione per tutto quello che fin da sempre ho provato a realizzare nella mia vita, fin dai tempi delle scuole superiori e cioè dall’alba del periodo del suo secondo “Three peat” (il primo me l’ero perso per questioni puramente anagrafiche). Non è complicato spiegare il perché uno come Jordan possa essere fonte di ispirazione: la sua natura competitiva, la mente al servizio del corpo, un fuoco sacro che ti spinge a dare sempre il massimo, la continua ricerca di una sfida per dimostrare soprattutto a se stessi che non ci sono limiti che ci possano fermare se davvero vogliamo qualcosa. Questo è Michael Jordan, un atleta capace di ispirare ancora oggi milioni di persone in tutto il mondo, che magari come me non hanno mai nemmeno messo piede in un campo da basket.

Io poi ho avuto la fortuna di incontrarne due di “Jordan” sul mio cammino; anzi se vogliamo dirla per bene, quello che il fuoco l’ha acceso per davvero si è preso addirittura la responsabilità di contribuire alla mia venuta al mondo. Sì, perché mio padre, al quale Espn non dedicherà purtroppo un documentario, è stato ed è il primo vero esempio per me di mentalità vincente. Il primo esempio di chi, con sacrificio, fatica e abnegazione è riuscito ad ottenere risultati importanti nella sua vita, andando oltre i suoi limiti, superandoli e trasmettendomi, a volte senza accorgersene, un fuoco competitivo che ogni tanto è anche “dannazione”, ma che mi permette di provare ad essere sempre la versione migliore di me stesso.

Ho guardato tutte le dieci puntate di #TheLastDance con trasporto, vivendo questo continuo parallelo tra Jordan e mio padre, trovando non pochi punti di contatto tra i due. Uno su tutti la capacità avuta da entrambi di trasmettermi che il fallimento è parte della nostra natura, che non è sbagliato nemmeno mostrarci vulnerabili, sensibili, in poche parole umani; però che alla fine l’etica del lavoro cancella la paura e che se metti impegno in quello che fai non hai niente da temere. È stata una fortuna crescere avendo due idoli così carismatici; se uno però l’ho ammirato principalmente nelle foto dei miei diari di scuola e in tv, l’altro mi ha indicato tutti i giorni, e continua a farlo, la strada da seguire, mi ha dato tutto l’amore di questo mondo. E fa niente se non è stato mai in grado di staccare dalla linea di tiro libero. 🙂

angeloorefice
angeloorefice
Sociologo, fotografo, amante della musica e chitarrista occasionale. Napoletano “nato in casa”, contagiato da quella bellezza tutta partenopea, contraddittoria e spontanea, che si è trasformata nel tempo in incessante ricerca visiva. Sono fotografo NPS Nikon Professional Service, socio dell’International Society of Professional Wedding Photographers, dell’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti e Associazione Nazionale Fotografi Matrimonialisti Inoltre collaboro al fianco dei professionisti della comunicazione del laboratorio creativo BlendLab.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *